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GRUPPO ESCURSIONISTICO NICOGIORGI
g.e.nicogiorgi a libero.it
Mer 18 Lug 2007 09:27:59 CEST
Ciao Giovanni!
A quel che ne so io (immaginate la fonte...) dovrebbe essere un tentativo di scopiazzare, migliorare (sic!) e integrare quanto comparso su Repubblica.it per la versione cartacea... Se ci pensate dopo anni di silenzio adesso fioccano articoli, interviste, trasmissioni radio.... La verità è che tutti sono alla ricerca di novità di cui parlare e setacciano disperatamente la rete a caccia di idee...
La ricchezza di imprecisioni è in effetti sconcertante e certe informazioni fuorvianti ci potrebbero persino danneggiare, però è pur sempre pubblicità....
Sorprende davvero il tempismo con cui è citato geocaching.it!
Ciao
Gabriele
> Ho ritrovato il giornale nel bagagliaio, intanto Samuele mi ha anche inviato
> il testo dal sito di La Repubblica, se a qualcuno interessa lo allego.
>
> ==quote==
> DOMENICA, 15 LUGLIO 2007
> Pagina 27 - Cronaca
>
> Migliaia di appassionati, oggetti da scoprire attraverso le indicazioni in
> rete e una regola: rispettare l´ambiente
>
> Geocaching, dal polo alla savana adesso la caccia al tesoro è globale
>
> Secondo i giocatori l´intero pianeta è cosparso di piccoli o grandi
> contenitori pieni di effetti personali che attendono solo di essere scovati
> È la variante di una gara inventata in Inghilterra a metà dell´Ottocento
> Dilagano i siti e anche in Italia vengono organizzate prove in città e
> campagna
>
> JAIME D´ALESSANDRO
>
> --------------------------------------------------------------------------------
>
> ROMA - Li chiamano travel bug e ormai sono centinaia di migliaia in tutto il
> mondo. Delle piastrine metalliche con incisa una sequenza di numeri assieme
> alla frase: «Io vado da un posto all´altro, raccogliendo storie lungo la
> strada». Viaggiano infatti passando di mano in mano, essendo parte di uno
> strano gioco chiamato Geocaching che coinvolge moltissime persone su tutti e
> cinque i continenti.
> Inventato nel 2000 da Dave Ulmer di Jacksonville, Florida, il Geocaching è
> la caccia al tesoro del nuovo millennio. Le regole sono semplici: si mettono
> una serie di oggetti in un contenitore stagno che poi nasconde in un posto a
> scelta. In seguito si pubblicano le coordinate esatte su Internet nei vari
> siti dedicati a questo gioco, come www.geocaching.com, in modo che altre
> persone possano arrivarci usando un navigatore satellitare. Il tesoro da
> cercare, detto cache, in genere è composto da monete, giocattoli di piccole
> dimensioni, libri, altri oggetti vari e immancabilmente dal logbook, con le
> annotazioni di chi lo ha messo assieme. Poi c´è il travel bug, che passa da
> un tesoro all´altro, e che ogni volta viene segnalato online così che sia
> sempre possibile seguire le sue peregrinazioni.
> Una cache quindi può avere dimensioni molto diverse che vanno dalla valigia
> al contenitore tascabile. In ogni caso chiunque ne venga in possesso è
> tenuto a prendere qualcosa e aggiungere a sua volta altri oggetti per poi
> nascondere nuovamente il tutto in un luogo che vale la pena esser visto.
> Alcuni sostengono che nel mondo di tesori del genere oggi ce ne siano mezzo
> milione circa. Altri invece propendono per un più cauto quattrocentomila.
> Tanti comunque, perché vuol dire che l´intero pianeta è cosparso di piccoli
> o grandi contenitori pieni di oggetti personali che attendono di essere
> scovati nel Circolo Polare Artico come in Africa o nella Foresta Amazzonica,
> o ancora nelle maggiori città europee, americane, asiatiche. Non a caso in
> Arizona sono corsi ai ripari e il Bureau of Land Management ha reso note
> alcune regole alle quali tutti i geocacher si devono attenere da quelle
> parti per evitare che qualcuno si faccia male o che involontariamente
> infranga le leggi sulla protezione dell´ambiente o invada una proprietà
> privata.
> C´è chi pensa, a ragione forse, che il Geocaching non sia altro che una
> variabile del Letterboxing, la caccia al tesoro all´aperto inventata in
> Inghilterra a metà dell´Ottocento. Anche in quel caso si nascondeva una
> scatola in qualche luogo isolato della campagna e poi si rendevano note
> alcune informazioni per consentire agli altri a ritrovarla. Sport britannico
> quindi, imparentato alla lontana con l´Hash, la caccia al tesoro collettiva
> apparsa in Malesia all´inizio dello scorso secolo. Merito di alcuni gaudenti
> funzionari dell´Impero che per fare un po´ si moto nei weekend si mettevano
> in cerca di birra e alcolici nascosti nella giungla. Ma la sua componente
> tecnologica e l´uso massiccio di Internet fa assomigliare il Geocaching
> anche agli Alternate Reality Game (arg), nuovo divertimento collettivo che
> negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare. Qui però non si
> cercano oggetti ma si risolvono casi, spesso dei gialli o dei noir. I
> giocatori devono ricostruire una storia partendo da un primo fatto iniziale
> come un omicidio o la scomparsa di un personaggio di fantasia, frugando in
> rete, nei giornali e riviste e perfino nella realtà telefonando a
> determinati numeri di telefono, ispezionando luoghi, parlando con altri
> giocatori per risolvere assieme i rompicapi più ardui. L´autore in pratica
> dissemina tracce in giro che bisogna trovare muovendosi su diversi piani.
> Insomma, anche in questo caso una sorta di caccia al tesoro.
> ==unquote==
>
> L'autore del testo, tale Jaime d'Alessandro, ha preso buona parte del suo
> articolo da Wikipedia. Da notare che se voleva sapere un numero più preciso
> di caches, andava su Geocaching.com e trovava il numero esatto (più
> eventualmente Navicache).
>
> La parte più agghiaciante è nei 2 sottotitoli che non sono nel testo sopra
> postato: il primo recita: "Inventato in Florida.." Dave Ulmer è nato in
> Florida, ma il primo stash-hunt era se non sbaglio nell'Oregon, poi viene il
> meglio "Chi trova la scatola la nasconde poi in un altro posto e mette le
> coordinate in internet" Ecco ci mancava anche questa! Così siamo sistemati!
> Viene citato il sito www.geocaching.com, ma dubito che l'abbia visitato e
> addirittura www.geocaching.it. Visto che il sito era operativo proprio dal
> 15 luglio, c'è da restare stupiti del tempismo!
>
> Allora ho fatto una ricerca sull'autore del pezzo, è un giornalista romano
> free-lance che collabora con varie testate, è un esperto di videogamens, ha
> scritto un libro sulla materia, con particolare riguardo ai giochi in rete,
> è probabile che si sia imbattuto nel geocaching nell'esercizio delle sue
> funzioni...
> A questo punto in un angolo del mio esausto cerebro una lucina ha cominciato
> a lampeggiare... giornalista.. romano... anche ER MEJO ITALIANO si professa
> tale... mah...
> vericol
>
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> http://lists.geocaching-italia.com/cgi-bin/mailman/listinfo/geocaching
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