[Geocaching] scirocco o... sciroccato?
Alessandro A. Garbagnati
geocaching a kazuma.net
Mer 25 Lug 2007 01:06:45 CEST
vericol wrote:
> Interessante davvero.. le statistiche mi garbano..ci sono dati
> "stagionali" che confermano l'attività prevalente nei mesi caldi, ma
> c'è anche la sorpresa di gennaio 2007, c'è l'apetto positivo di una
> crescita costante e uno negativo che non mi aspettavo: ben 251 caches
> in archivio, in pratica un rapporto di 1 a 5. Peccato, mi sembrano
> tante..chissà se questo dato è in linea con la media di altri paesi.
> La statistica ci dice che 106 su 251 sono di terreno difficoltà 1: si
> conferma che più è facile trovarle, più è facile perderle. Alessandro,
> ormai hai fatto 30, fai 31 ;-): metti anche un totale per tipologia di
> cache, tanto c'è scirocco anche domani (anzi gira un po' a libeccio..).
Hmmm... spera che non ci sia libeccio, altrimenti mi fiondo in spiaggia
perchè con il libeccio il mare è mosso come piace a me (a dire il vero
lo scirocco di oggi lo ha alzato bene...) Si, pensavo di averli messi
quei totali... se domani ho tempo faccio una nuova estrazione e rilancio
le query... magari completo anche con i dati per provincia e regione...
Come ha fatto notare Cesare, ci sarebbe un bel po' di lavoro di data
warehousing da fare... che magari potrebbe aiutare anche a capire come
migliorarci. Purtroppo non posso fare confronti con altri paesi, dovrei
farlo manualmente ma il tempo libero per fare questo genere di cose
manca e, ammetto, preferisco dedicare più tempo a Nicole che al
geocaching (senza offesa...).
Partiamo dal discorso archiviati... è vero, un cache su 5 viene
archiviato, ma guardo con ottimismo il trend in miglioramento nei vari
anni... scontato è vero. Sarebbe interessante anche il dato "durata
media", ossia il numero medio di giorni di vita anche se va comunque
sempre ricordato che l'archiviazione è un dato molto variabile.
La tua nota sui cache a terreno 1 fa pensare, ma non vorrei che fosse
più ovvia di quello che sembra e (dato a cui non posso accedere) sarebbe
da valutare anche il numero di visite di ricerca per ogni cache
(Found+DNF) per avere un riscontro più serio: difficile confrontare un
cache a terreno 1 con 100 visite da uno a livello 5 con 10 visite... Più
il cache è accessibile più persone (non solo geocacher) hanno
possibilità di trovarlo. Credo, in fondo, faccia parte del gioco.
Quello che invece io ho visto in questi dati è diverso. Premessa...
queste sono opinioni mie personali, non del reviewer, ma del geocacher.
Non credo che il "chi-non-risika-non-rosika" (versione nazionalpopolare
del nopain-nogain di Cesare) sia la soluzione... a mio modesto parere il
problema è più nella cultura del geocaching... cultura che manca non per
mancanza di volontà, ma per scarsa diffusione. Così come sono convinto
che non si possa imparare a correre prima di aver imparato a camminare,
sono altresì convinto che non si dovrebbero mettere cache prima di aver
imparato a cercarle ed essersi fatto un po' di esperienza. Ma per fare
questa esperienza, bisognerebbe avere più cache in giro... e nelle aree
con pochi cache è difficile farsi l'esperienza... Com'era il discorso
sulle uova e sulle galline?
C'è poi da aggiungere che molti geocacher iniziano e si fanno prendere
dalla foga di un gioco/attività... foga che poi va scemando sino a
sparire, diventando un passatempo sempre più raro... fino a quando non
lo si fa più. E questo fa male, perchè a nessuno piace mantenere un
cache non suo e il concetto di adozione non è molto diffuso.
Questo mi fa poi collegare all'altra discussione da te proposta... anche
quella estremamente utile... a cui però credo sia impossibile dare una
risposta. C'è chi ama il challenge più di altri e si annoia a fare gli
urban cache perchè facili e poco mentali... e chi preferisce non
sbattersi troppo per trovare un cache perchè il cache è solo la scusa
per acculturarsi. Nessuna delle due logiche è sbagliata: il geocaching è
quello che si è... e questa diversità, questo differente modo di vedere
non sono che uno dei tanti aspetti positivi. Forse i cache 1/1 attirano
più i novizi, e i 5/5 affascinano più gli esperti... o forse è il
contrario... un trekker esperto (possibilmente non vulcaniano) magari
sarebbe più attratto dai cache in montagna, ritenendo gli urban per
bambini... difficile a dirsi.
Concludo che forse si deve continuare così, cercando di differenziare il
più possibile, così da lasciare aperta una porta di ingresso per
tutti:la famigliola alla ricerca del parco per il pic-nic, l'esperto
d'arte che si innamora dell'affresco del Santuario, il fotografo che
ammira un paesaggio dalla cima di una montagna, lo speleologo che lascia
il cuore dentro la caverna...
Magari migliorare l'aspetto formativo, ma senza esagerare... o si
rischia di spaventare.
Vado a nanna... altrimenti chi se lo gode il libeccio domani?
Grazie vericol...
Kazuma
--
Alessandro 'Kazuma' Garbagnati, kazuma a kazuma.net http://www.kazuma.net
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